A Corsivo svoltosi dibattito su Pd alla vigilia della Direzione Nazionale: rischio di scissione e di accantonare i problemi del Paese

Mercoledì 8 febbraio presso la sede dell’Agenzia giornalistica Corsivo 2.0 si è svolto un incontro con il segretario regionale del Pd Puglia avv. Marco Lacarra e la prof.ssa Assuntela Messina presidente dell’assemblea regionale Pd che hanno ringraziato per il prezioso contributo al dibattito politico l’Agenzia giornalistica Corsivo 2.0. Ha introdotto i lavori l’on. Giusi Servodio.

Un incontro partecipato: sono intervenuti Antonio Troisi, Pino Gadaleta, Nico De Grisantis, Giuseppe Scaringella, Giuseppe Mangini, Flavio Carella, Roberto Carbone, Michele Guida, Pasquale Leccese, Lallo Aquilino, Vincenzo Santandrea, Diomede, Emilio Tafaro, Angelo Gallucci, Angelo Amoroso D’Aragona e Vito Ferrante tutti protesi a chiedere un cambio di rotta della attuale linea politica del Pd che ai più appare frammentata con una molteplicità di aspiranti segretari nazionali Pd e ventilate tensioni scissioniste.

Un dibattito serrato e appassionato che ha messo in risalto luci ed ombre dell’operato del Governo Renzi, in particolare, sono stati stigmatizzati alcuni provvedimenti che hanno alienato il mondo dei giovani e della scuola. Il secolo scorso ha lasciato in eredità insoluti una serie di problemi e il nuovo secolo ne ha aggiunto altri. Nel dibattito di fronte a questa realtà è emerso un appello corale: scongiurare la frantumazione, ricercare la convergenza delle identità diverse di culture e di uomini, per affrontare le difficoltà del Paese a partire dalle fasce più deboli della società.

La sintesi politica che è venuta fuori dalla discussione:

  • Governo Gentiloni:  il governo deve continuare il suo compito sino a quando le regole democratiche lo consentiranno. Il paese ha bisogno di un Governo che dia risposte concrete ad alcune emergenze economiche e sociali, alle richieste della Ue, alla soluzione dei problemi legati alla immigrazione. Il dovere del Pd è quello di sostenere con trasparenza e lealtà il Governo Gentiloni al quale va preservata la pienezza  dei poteri.
  • Riforma elettorale: abbandonare l’idea dei capilista bloccati per garantire la scelta diretta di tutti i parlamentari, salvaguardare la rappresentanza del pluralismo e la governabilità, evitando un sistema proporzionale “puro” perché non si devono utilizzare i consensi dei cittadini senza trasparenza sui programmi e sulle alleanze. In alcuni interventi è stata apprezzata la proposta di un sistema maggioritario con collegi elettorali uninominali e la scelta dei candidati con Primarie non interne e volontarie di partito ma formalmente previste dalla legge elettorale.
  • Congresso del Pd: celebrazione del Congresso nel rispetto dei tempi necessari per realizzare un confronto aperto agli elettori e simpatizzanti del Pd, evitando una conta delle “tessere”che sarebbe una risposta sbagliata alle attese dell’elettorato del Pd che tende sempre più a diminuire secondo gli ultimi sondaggi. Un Congresso che si celebri sulla progettualità e, quindi, su una proposta politica condivisa con gli iscritti e gli elettori del Pd. Al centro del confronto congressuale devono essere posti i problemi del Paese, le soluzioni e, in particolare, le questioni di ordine europeo e internazionale che pesano sul futuro del Paese. Un Congresso non ripiegato sulle sorti “personali” di qualcuno  o sugli interessi  delle “ditte”, ma in grado di rielaborare nuove strade per affrontare gli effetti della globalizzazione e per interpretare la complessità della società italiana, offrendo proposte per superare le disuguaglianze generazionali.