Cominciamo dal nome: perché corsivo 2.0

Una scrittura elegante e chiara che si stacca dal rigido rigore formale dello stampatello. Questo stile tipografico, introdotto per la prima volta dall’italiano Aldo Manuzio durante il Rinascimento, rappresentò una importante novità che si diffuse rapidamente in tutta Europa.

Lo scopo era quello di ottenere una scrittura compatta che si accompagnasse ad uno stile facilmente leggibile, aperto,e, quindi, non riservato a pochi e più facilmente fruibile.

Ci siamo ispirati al significato innovativo e moderno di questa scrittura, confermando la denominazione Corsivo 2.0 per continuare il nostro impegno sociale e politico.

Chi collabora per gli articoli e per l’organizzazione degli incontri di Corsivo 2.0: Ada Bagnato Ranieri, Rocco Basso, Rosina Basso Lobello, Domi Calabrese, Roberto Carbone, Yari Castellana, Raffaele Coniglio, Angelo Gallucci, Pino Gadaleta, Michele Guida, Mariella Lassandro, Stefania Laterza, Pasquale Leccese, Giuseppe Mangini, Anna Menolascina, Giuseppe Muolo, Nicola Natuzzi, Gianofrio Pagliarulo, Anselmo Palombo, Maria Teresa Picardi, Ignazio Pontrelli, Daniela Pontrelli, Gery Porta, Giuseppe Rella, Gaetano Romita, Mimmo Russo Rossi, Giuseppe Ruggiero, Dino Santoro, Egidio Sarno, Giuseppe Scaringella, Gina Stea, Emilio Tafaro

Editore: on. Giusi Servodio

Direttore responsabile: giornalista dott. Stefano Campanella

Coordinatore: Nicola Surico