Da Putignano dott. Pinuccio Mangini sulla mozione Andrea Orlando

Putignano

Se sono rimasto nel Partito democratico è perché ancora ho speranza, ostinata per quanto flebile, in una inversione di rotta, che alla stagione caratterizzata da contrapposizioni ,personalismi, rivalse, livore, offese, rottamazione faccia seguito una stagione di riappacificazione, di riconciliazione, di dialogo, di rispetto e legittimazione reciproca, di valorizzazione di quello che ci unisce, così come è stato nello spirito fondativo del Partito. Essenzialmente: Moralità, rispetto dell’ambiente, solidarietà ed impegno a favore di chi non ha voce, degli emarginati, dei deboli, dei disoccupati…

Le riforme necessarie al Paese devono alimentare la speranza ma non creare illusioni e, soprattutto, devono essere condivise dai corpi intermedi e dal maggior numero di cittadini. Per questo è necessaria una accurata e compartecipata analisi delle problematiche, una informazione chiara e sincera per quanto possa essere sgradevole ed una convinta e concreta incentivazione alla partecipazione. Poiché, poi, non credo alla possibilità di uomini al vertice buoni per tutte le stagioni auspico un cambio di guardia, un effettivo rinnovamento; anche perché non mi sembra vi siano da parte di coloro che finora hanno guidato il Partito segnali di resipiscenza e ravvedimento. Nella recente convenzione al Lingotto, invece di analizzare e comprendere le ragioni dei fuorusciti, gli stessi sono stati definiti “Vigliacchi e traditori”. Ed allora, dal momento che prossimamente si prevede necessario confluire in coalizioni sarebbe bene chiarire se ci si intendere coalizzare con i “vigliacchi e traditori” della sinistra oppure con “i campioni della moralità, della democrazia, della legalità” della destra. Onestà intellettuale vuole che si chiarisca, lo esigono serietà e buonsenso.

Per queste motivazioni ritengo, tra i candidati alla segreteria del Partito, di dover scegliere Andrea Orlando, per una “democrazia gentile” come l’ha definita Giusi Servodio.

Pinuccio Mangini