Da Sammichele di Bari: prof. Giuseppe Verni sulla mozione Andrea Orlando. A proposito di Democrazia Gentile, riflessioni a margine di una bella idea… di Politica

Sammichele di Bari

Riflettere sull’espressione “democrazia gentile” è una sfida ardua ma nel contempo innovativa.

Giusto e prezioso farlo, a margine di una pulita e bella idea che nasce dal contributo del pensiero espresso dall’On. Giusi Servodio, in merito alla mozione del Ministro Andrea Orlando candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico.

Oggi, proposte e riflessioni devono emergere da un confronto paziente tra le parti della società, da tutti gli strati che osservano e valutano, da tutti i cittadini che scevri da ogni forma di appartenenza e di abnegazione politica, possano offrire un contributo imparziale alla visione e al confronto politico al fine di costruire un dibattito sano e produttivo.

DEMOCRAZIA, come valore di uguaglianza, partecipazione, decisioni condivise, libertà partecipata.

GENTILE, ovvero spiegata e vissuta con moderazione, umiltà, serenità d’animo e intenti collettivi.

Democrazia gentile per una

  • POLITICA “attiva e partecipata” perché attraverso il suo rinnovamento, l’ispirazione democratica, l’esperienza individuale, l’apporto dei movimenti territoriali e collettivi basati su principi quali la trasparenza, l’onestà, il buonsenso e la concretezza, si possono costruire i valori fondanti dello spirito di servizio per la propria comunità.
    La politica è spazio privilegiato per la costruzione del bene comune, ovvero del bene di tutti e di ciascuno;
  • POLITICA “saggia e coraggiosa” sa promuovere la libertà e la giustizia, sa rispettare i valori e interpretare i bisogni del popolo, sa tenere nel giusto equilibrio le dimensioni dei diritti e dei doveri, sa trovare la strada della crescita nell’equità senza lasciare indietro nessun cittadino, sa promuovere la vita e valorizzare la ricchezza come motore dello sviluppo, sa riconoscere il merito e mettere a frutto i talenti e le eccellenze sociali … e, soprattutto, sa essere all’altezza delle nuove sfide e sa dare segnali diversi, soprattutto, ai giovani.

Ecco cosa mi porta ad offrire la mia personale visione come… uomo che osserva incuriosito la politica… e che, quotidianamente, nella sua esperienza professionale di lavoro, si rapporta e si confronta con tutte le dinamiche sociali, culturali, formative, gestionali e amministrative che investono, anche, il mondo della Scuola.

La SCUOLA, il luogo dell’accoglienza, dei diritti, dell’istruzione, della formazione dei futuri cittadini.

La SCUOLA, spesso maltrattata dalle esigenze della politica che poco ha guardato agli studenti, alle famiglie, ai docenti e a tutto il personale che ci lavora, e che poco ha pensato, dall’alto, di costruire una vera alleanza educativa ed educante.

La SCUOLA come luogo galvanizzante ed attraente, come impresa/azienda di formazione tecnologica ed innovativa, come sintesi dello sviluppo del bene comune dove gli studenti possano sentirsi motivati, dove si possa investire sulle loro potenzialità e sulle loro volontà singole e collettive.

Perché, anche e soprattutto, la Scuola è democrazia, palestra di vita e cittadinanza, centro di aggregazione giovanile, sede vitale di impegno, di confronto, di inclusione e di solidarietà all’interno delle quali i ragazzi si sentono promotori e protagonisti del loro divenire e del loro cambiamento consapevole.

I giovani devono poter essere messi nelle condizioni di esprimere le loro esigenze e le loro difficoltà e la scuola deve far in modo che l’esperienza scolastica possa essere un investimento per il futuro.

E’ necessario, allora, trovare strategie di intervento nella istruzione e formazione delle nuove generazioni, creare più investimenti per la formazione all’estero e non solo per meritocrazia, realizzare rete tra scuola e famiglie, tra famiglie e istituzioni, tra istituzioni e imprese, programmare e progettare percorsi di rilancio lavorativo e sociale, attraverso cooperative di imprese che vedano coinvolte anche le scuole per offrire una alternanza scuola/lavoro concreta e fattiva.

Si deve regalare speranza e fiducia, all’altro, per l’altro e nell’altro.

Il divario sociale si può superare solo se si offre la possibilità di creare posti di lavoro.

Ai giovani vanno donati esempi concreti e motivazione e la Scuola è uno dei luoghi preposti a tale missione.

Quindi è giunto il tempo di interrogarsi.

La Politica deve interrogarsi. Gli uomini tutti devono collaborare per dare le giuste risposte.

La Politica, che intendo, come costruzione della Città dell’uomo, resta la più alta attività umana: quella che dovrebbe realizzare quel bene comune che è da considerare quale condizione per il massimo sviluppo possibile di ogni persona.

Ritengo che in Politica si entra per la convinzione di portare un contributo originale, personale, diretto, sulla base di un sistema di principi condivisi, coerenti ed efficaci finalizzati alla costruzione dell’edificio della convivenza civile.

Chi, oggi, prova a far Politica sa bene che non può solo parlare e chiacchierare. occorre fare. Bisogna avere il coraggio di pianificare cose concrete e di realizzarle. Penso che siamo un po’ tutti stanchi di politici che lasciano agli atti del loro operare solo parole, mai disponibili a mettersi in gioco fino in fondo.

Pertanto, è doveroso che la Politica sia arte nobile, affinchè possa rilanciare al massimo l’offerta DEMOCRATICA E GENTILE come riconoscimento della dignità della persona umana nella sua dimensione sia individuale che comunitaria e, come rinnovamento, dato dal confronto, dal dialogo, dalla proposta, dall’andare incontro ai bisogni del cittadino, dalla condivisione e dal progetto unitario di benessere collettivo.

Giuseppe Verni