Equiparare i municipi di Bari agli altri comuni della città Metropolitana, obiettivo lontano e disatteso

DSCN2171La responsabilità del Governo di centrosinistra e del Consiglio Comunale di Bari, basta con gli alibi e le riserve

Si è svolto venerdì 4 marzo a Bari il dibattito organizzato dall’Agenzia Giornalistica “Corsivo 2.0” sul tema: Il decentramento al servizio dei territori: non pervenuto!!

La ripresa dell’attività del Corsivo nella versione 2.0 è stata volutamente pensata su questo tema in continuità con quanto portato avanti da oltre 25 anni all’unico scopo di dare voce e dignità ai territori della città di Bari. Si è registrata una grande partecipazione.

I relatori, la Sen. Dentamaro, Il Presidente del II Municipio Avv. Dammacco, I Consiglieri del II Municipio Rella, Laterza e l’ing. Scorza ex Presidente della VI Circoscrizione, hanno sottolineato che il passaggio dalle nove circoscrizioni ai cinque municipi risulta solo nominalistico.

Sul tema non si parla più in città non perché risolto ma ignorato – ha evidenziato la Dentamaro -stigmatizzando il silenzio anche dei Presidenti e dei Consiglieri municipali nel rivendicare il ruolo che spetta loro, in quanto eletti direttamente dai cittadini. Il nodo di fondo è la riforma del comune e la sua riorganizzazione tecnico amministrativa rivendicata – dalla Dentamaro – dal 2006 e a cui, chi ha gestito la città in questi anni, si è dimostrato poco sensibile. Va superata la logica della “delega” e realizzato il decentramento delle funzioni: i municipi possono essere strumento di crescita per Bari. Ed in tempi di Spending Review – si è interrogata la Dentamaro – potrebbero essere considerati tali organi superflui, visto che costituiscono solo un costo, senza dare in contropartita benefici pubblici??

Disappunto ha espresso Il Presidente Dammacco nei confronti della macchina amministrativa e delle settoriali competenze assessorili che impediscono di privilegiare l’unitarietà dei problemi e delle risposte pubbliche, provocando disservizi. Ha manifestato fiducia, però, e affermato che, sebbene siano passati già 2 anni dall’insediamento, il Sindaco Decaro manterrà gli impegni.

L’assenza di autonomia dei Municipi – hanno sottolineato i consiglieri Rella e Laterza – inducono l’opinione pubblica a percepire queste realtà ulteriori cause di ritardo degli interventi sui territori per la scuola, l’urbanistica, i lavori pubblici, lo sport. Non si tratta di aumentare personale e risorse finanziarie ma di riorganizzare l’esistente apparato del comune di Bari.

DSCN2179La città di Bari è tornata indietro di 20 anni ha precisato l’ing. Scorza. In passato la presenza del CO.RE.CO. costituiva per gli amministratori una garanzia che permetteva di rivendicare il dovuto contro un Bilancio Comunale non rispettoso delle Circoscrizioni. Oggi questo non è più possibile. Il Bilancio di Previsione invece deve assegnare ai Municipi le somme relative alle funzioni proprie che sono: Sport, Cultura, Welfare e Lavori Pubblici. Per il Welfare il regolamento viene rispettato, per il resto il nulla. In merito ai LL.PP. non è previsto un piano triennale di risorse umane.

Permanendo tale situazione l’interrogativo si pone: chiudere i Municipi come organi politici, lasciando le delegazioni per l’ordinaria amministrazione??

Nel dibattito sono intervenuti Marco Pesola, Sabino Mangano, Gino Scivittaro, Pasquale Leccese, Anna Menolascina e Roberto Carbone, i quali hanno sottolineato che il mancato decollo dei municipi è uno schiaffo per quel movimento sociale e politico che, sin dagli anni 70, ha creduto in una riforma del comune attraverso un decentramento pieno e non solo consultivo.

A conclusione l’on. Giusi Servodio ha osservato che questo stallo è anche responsabilità del centrosinistra che ha governato Bari e che si era impegnato con la costituzione della città metropolitana ad operare un salto di qualità dei municipi equiparandoli in dignità e in responsabilità agli altri comuni della città metropolitana. Le autonomie locali non sono uno spreco: è un alibi per quanti non vogliono perdere posizioni di privilegio, di potere e di gestione. Le circoscrizioni prima e i municipi dopo sono nati per riformare il comune e realizzare un riequilibrio dei territori della città. E’ possibile ancora garantire l’esercizio delle funzioni ai municipi con criteri di economicità e di efficienza, lasciando al comune di Bari il coordinamento degli interventi e la loro vigilanza dentro una strategia unitaria di sviluppo della città metropolitana.

A conclusione del dibattito si è proposto: a) una lettera documento al sindaco di Bari con richiesta di una interlocuzione pubblica; b) la realizzazione di una assemblea dei consiglieri municipali; c) una richiesta alle forze politiche e ai gruppi consiliari del comune e, in primo luogo, al PD (forza di maggioranza), affinché assumano iniziative per sostenere il processo autonomistico e democratico che Bari merita.