Il benessere oltre il PIL

Da molti anni si sta provando ad introdurre misure del benessere che vadano oltre la misura del Prodotto Interno Lordo – PIL.

La misura del benessere di una nazione, di una regione, di una città, di un territorio non può essere attribuito solo ed esclusivamente ad un indicatore sintetico quale il PIL. Certo, si tratta di una misura importante, che consente confronti tra regioni, tra paesi diversi con un certo grado di affidabilità. Tuttavia, sono noti i problemi che pone nel misurare correttamente le condizioni di benessere.

Il dibattito sulla misurazione del benessere si è prepotentemente imposto all’attenzione dell’opinione pubblica da quando è stato pubblicato nel 2009 il Rapporto finale della “Commissione sulla misurazione della performance economica e del progresso sociale” promossa dal governo francese, la cosiddetta Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi.

A livello nazionale il primo rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES) è stato pubblicato nel 2013 a cura di ISTAT e CNEL. Da questa data, ogni anno viene pubblicato un Rapporto aggiornato.

Il BES viene misurato attraverso 134 indicatori, raggruppati in12 domini: salute; istruzione; lavoro e conciliazione dei tempi di vita; benessere economico; relazioni sociali; politica e istituzioni; sicurezza; benessere soggettivo; paesaggio e patrimonio culturale; ambiente; ricerca e innovazione; qualità dei servizi.

Gli indicatori e i domini sono disaggregati a livello regionale.

Alcune recenti note dell’IPRES, l’Istituto di Ricerca Economica e Sociale della Puglia, hanno elaborato gli indicatori del BES a livello regionale.

Nota del Dott. Vincenzo Santandrea, ricercatore del IPRES