Il campo largo della sinistra resta una utopia?

Da Corsivo2.0 parte una sfida: ricominciare dalla centralità dei bisogni del territorio per superare le diseguaglianze geografiche, sociali e formative con il protagonismo dei cittadini.

Grande e qualificata partecipazione si è registrata il 28 aprile u.s. presso l’Agenzia Giornalistica Corsivo2.0 nell’incontro con il sindaco di Bari Antonio Decaro e Michele Laforgia presidente dell’associazione La Giusta Causa. Il confronto è stato molto dialettico. Al di là degli attestati di reciproca stima, alla domanda principale sul perché e sul come ricostruire un “campo largo” della sinistra, non sono state date risposte compiute. Dal dibattito, comunque, sono stati proposti percorsi di approfondimento e di dialogo sui temi dello sviluppo di Bari e della Città Metropolitana: la crescita nei suoi aspetti economici, sociali, formativi e culturali passa attraverso una profonda innovazione delle scelte strategiche finalizzate a fronteggiare le marginalità e le sofferenze di ampi strati della società barese e dei diversi territori della Città Metropolitana.

Franca è stata l’analisi sul risultato elettorale del 4 marzo che ha espresso una chiara esigenza di cambiamento. La sinistra ha l’obbligo di interrogarsi. Deve prendere coscienza che le sue “ricette” non sono state in grado di interpretare e di rispondere alla società italiana, attraversata da forti diseguaglianze e dalla paura “di futuro”. La frammentazione e la frantumazione delle forze di sinistra hanno contribuito a creare un clima di sfiducia e di inaffidabilità con il conseguente smarrimento dei suoi elettori.

Con questa consapevolezza gli intervenuti nel dibattito hanno sottolineato che i risultati del 4 marzo nella città di Bari sono un segnale di disagio e di insofferenza. Sarebbe un errore isolare suddetto risultato soltanto a “ragioni nazionali”. Occorre rivisitare alcuni interventi, in particolare, sul piano urbanistico, dei servizi e del decentramento per recuperare una visione unitaria di Bari e della Città Metropolitana, perché è insufficiente immaginare di amministrare la città senza un progetto e una visione strategica.

Nel dibattito è emersa la “urgenza” di ricostruire una “rete fisica e ideale” per rivitalizzare la partecipazione dei cittadini e del tessuto sociale ricco di associazioni e di movimenti.

L’appuntamento delle amministrative del 2019 non si giocherà con la moltiplicazione e la sommatoria di liste civiche, ma con la chiarezza di una proposta di Governo della città, che oltre a narrare “le cose fatte”, si faccia, altresì, carico di comprendere le esigenze ancora inevase, prospettandone soluzioni concrete. La proposta di Governo della città non può prescindere, pertanto, dalla costruzione di una coerente alleanza di forze politiche e di movimenti ispirati agli interessi generali.

On. Giusi Servodio