Il Congresso fantasma dei giovani del PD di Bari

giovani democraticiVale più la immensa responsabilità nei confronti della nostra generazione e della nostra città o un posto in segreteria?

Nella giornata di sabato scorso, si sarebbe dovuto celebrare il congresso dei Giovani Democratici di Bari, l’organizzazione giovanile del Partito Democratico, che ho contribuito a fondare e di cui sono stato Segretario Cittadino dal 2009 al 2012.

Tuttavia, il Congresso, che dovrebbe essere il momento più alto di discussione in un partito, non si è tenuto, in quanto… ”è saltato l’accordo”.

Eppure io ero lì, insieme a pochi altri ragazzi, per prendere parte ad una discussione politica ed eleggere il nuovo segretario. Avrei voluto parlare della mia esperienza di giovane amministratore locale e condividere le difficoltà che si incontrano quotidianamente a causa di una macchina pubblica impantanata nella burocrazia e troppo spesso senza cuore. Avrei voluto chiedere ai miei coetanei militanti di partito, come possiamo reagire di fronte ai recenti fatti di sangue a San Pio. Mi sarei voluto interrogare su quanto sia necessaria l’alleanza che il centrosinistra barese ha stretto con Realtà Italia.

Mi ero ingenuamente preparato a tutto questo, ad una discussione che partendo da alti ideali sarebbe dovuta arrivare a proporre iniziative finalizzate a trasformare la passione di quei pochi giovani che non si fanno trasportare dal vento dell’antipolitica, in impegno concreto per la città.

Invece, ho visto ragazzi della mia età chiudersi in una stanza per un’intera giornata e litigare per una mera spartizione di posti, come se si stesse decidendo su un possibile intervento militare in Siria.

Il capogruppo del PD in Consiglio Comunale Marco Bronzini, ha atteso in vano per più di un’ora l’inizio del Congresso e poi è andato via e personalmente me ne sono vergognato.

Per quanto ne so, le regole della democrazia vorrebbero che in un Congresso di partito, laddove non si trovi un accordo sul nome del Segretario, si permetta agli iscritti di votare e scegliere. Ciò non è stato, e ad oggi, dopo un Congresso rinviato più volte, si è anche superato il termine ultimo del 21 febbraio, dopo un estenuante anno di tesseramento che ha azzerato la discussione politica.

Personalmente sono molto rattristito dal fatto che i Giovani Democratici finiscano su tutti i giornali solo per fatti negativi che ci accostano a quel tipo di politica che – almeno a parole – vogliamo combattere.

Ecco perché, di fronte a questo scenario degno della peggiore vecchia politica, ritengo che chi si è reso protagonista di quella giornata debba fare un passo indietro e che vada restituita la parola agli iscritti. La giovanile è dei ragazzi, non delle correnti, lasciamo che siano loro a decidere chi debba guidarli.

Vale più la immensa responsabilità nei confronti della nostra generazione e della nostra città o un posto in segreteria?

Giuseppe RellaConsigliere PD del 2 Municipio di Bari