La Puglia si “accorgerà” del Congresso Regionale del Partito Democratico?

pd-bandiereLo si voglia o no, il PD è al centro della vita politica delle nostre realtà locali, della Regione e del Paese e per questo il Congresso Regionale della Puglia, convocato per il 15 maggio 2016, deve rappresentare una significativa occasione di dibattito tra gli iscritti e tra gli elettori.

Il Partito Democratico si appresta a celebrare il suo decennale di vita. Una nascita salutata entusiasticamente, ma una crescita che stenta a interpretare compiutamente  le attese iniziali. Anche qui, in Puglia, nonostante abbia in questi anni svolto importantissime funzioni di Governo.

La formula cara a tanti iscritti e simpatizzanti è ancora quella del Partito aperto: aperto alle istanze popolari, alle esigenze del Bene Comune che nascono dai territori, alla partecipazione dei cittadini. Soprattutto un Partito Democratico aperto al dialogo con quelle culture storiche che lo hanno generato. Sta prevalendo –però- il fascino di uno stile leaderistico – decisionistico, che non appartiene alla cultura delle esperienze democratiche repubblicane, in Puglia come in Italia.

bandierina-italiana-con-la-regione-puglia-21903048In questo contesto, l’unità del PD pugliese sulla candidatura a segretario regionale di Marco Lacarra è una opportunità a patto che si superino questi nodi.

Nel congresso si svolgerà un confronto politico? tutti d’accordo su cosa?

E’ stato positivo evitare le  lacerazioni e le divisioni alla vigilia del Congresso, ma è anche necessario evitare omologazioni. Il Congresso Regionale del PD dovrà misurarsi sulla scelta di un programma innovativo e di riforme per la Puglia, sul rapporto con i territori, con la Città Metropolitana di Bari,  con il gruppo consiliare e con il governo regionale, e, infine, ma non per ultimo, il rapporto con il Governo nazionale.

I pugliesi si accorgeranno del Congresso se il PD lo celebrerà esprimendo e assumendo iniziative chiare per la soluzione dei loro problemi:

a) una politica sanitaria che non si esaurisca nella cosiddetta “razionalizzazione” delle strutture ospedaliere, ma promuova la salute territoriale e della prevenzione;

b) una politica del lavoro che non deleghi alle iniziative governative la possibilità di creazione di nuova occupazione, in particolare quella giovanile e quella degli over 50, ma anzi ne esalti gli aspetti positivi e ne controlli eventuali distorsioni strumentali e di corto respiro;

c) una politica economica che favorisca la produzione e la commercializzazione del “Made in Puglia” (sia industriale, artigianale e agricola), creando sistemi produttivi locali integrati;

d) una politica turistica, ambientale e culturale che prosegua quella fin qui attuata negli ultimi 10 anni, valorizzando il nostro patrimonio sia materiale che immateriale, promuovendo una moderna qualificazione della classe imprenditoriale;

e) una politica di welfare, già così avanzata in Puglia che, superando vecchie logiche settoriali, sappia integrare tutti gli interventi a livello territoriale, evitando ogni forma clientelare e di assistenzialismo e la vecchia logica dei contributi a pioggia;

f) una politica che affronti le vecchie e nuove “povertà”, attraverso la promozione di forme di solidarietà finalizzate alla piena dignità delle persone e delle famiglie;

g) infine, ma non per ultima, una politica che, a partire dalla città di Bari -inserita nell’agenda digitale con la banda larga– punti alle  nuove frontiere tecnologiche per concorrere all’innovazione del sistema produttivo della Puglia.

bandiera-regionale-della-puglia-italia-43534125Il congresso dovrà discutere la forma e il modello di partito: occorre superare una struttura organizzativa verticale e riferita alle vecchie delimitazioni territoriali e amministrative per dare corpo ad un sistema che si rapporti ai nuovi livelli istituzionali, di governo nel campo economico, produttivo e sociosanitario. Ciò potrebbe consentire di riattivare i luoghi collegiali di decisione, che non devono lasciare a pochi le scelte; ciò potrebbe consentire la partecipazione degli iscritti e degli elettori, che non possono essere considerati solo nel momento del voto.

Il segretario unitario dovrà essere garante della ricchezza di tutte le sensibilità culturali e politiche interne, garante della crescita di un partito espressione della società e del suo pluralismo, garante dell’autonomia economica (anche tramite una corretta partecipazione degli eletti a tutti i livelli) del partito nei circoli e nei comuni, garante di un confronto autorevole con il gruppo consiliare regionale, rendendolo influente nelle scelte della giunta regionale. Dovrà scegliere una squadra rappresentativa e qualificata per ridare il necessario protagonismo al PD pugliese.