Ma così le donne sono mortificate

Segnaliamo una interessante intervista rilasciata dalla Prof.ssa Rosina Basso Lobello alla Gazzetta del mezzogiorno il 29/ febbraio 2016

Rosina Basso, già esponente politica della Sinistra cattolica pugliese non intende parlare del caso Vendola, ma si esprime sul tema della questione utero in affitto «per quello che può contare il parere di una persona che non ha più responsabilità politiche e amministrative, né ambisce a dare un parere politico, ma solo parlando sulla base di esperienza di vita di umanità notevole»

Professoressa Basso, secondo lei la voglia di maternità o paternità giustifica la pratica dell’utero in affitto?

«Per quella che è la mia valutazione mortifica la soggettività femminile e rappresenta un’estrema manifestazione di una visione sostanzialmente maschilista della vita, della generazione della vita. E quindi diciamo degrada la maternità a mera fisicità di contenitore. Questo a prescindere dal legittimo desiderio di paternità o maternità da parte delle coppie omosessuali, che è legittimo, umano, ma non credo sia quello dell’utero in affitto lo strumento idoneo a dare una risposta umana a questa pur legittima aspirazione».

Ma è solo una questione di etica?

«Non sottovaluterei anche l’aspetto economico. Parliamo di una pratica cui possono accedere soltanto le persone ricche, che utilizzano le donne povere. Sostanzialmente si tratta di un ulteriore forma di sfruttamento, di schiavizzazione della donna, a mio modo di vedere».

Quindi il suo è un no a tutto campo?

«Non sono radicalmente contraria all’adozione del figlio legittimo del partner, ma non credo possa essere l’utero in affitto la strada per pervenire a un risultato che tenga conto del destino dei bambini oltre che delle donne utilizzate come contenitore».

Quella dell’utero in affitto non è dunque, secondo lei, una pratica di libertà?

«Ho l’impressione che si debba registrare una delle sconfitte storiche più dolorose della condizione femminile. Non abbiamo bisogno di ricorrere all’etica religiosa per comprendere che ogni essere umano dovrebbe cogliere la disumanità di una pratica come l’utero in affitto visto che ci sono Paesi dove la pratica è già utilizzata. Mi stupisce che gli analisti dei cambiamenti sociali non abbiano registrato questo tipo di lobbismo, che dà la possibilità a pochi privilegiati di avvalersi di questo strumento. E poi l’utero in affitto è un’espressione di per sé così volgare che si qualifica da sola».