Nasce corsivo 2.0: il confronto è la politica

L’idea di uno “solo al comando” svuota la democrazia è estranea alla cultura popolare, cattolico-democratica e della sinistraSenza rievocare” il vecchio lamento del sud”, uniti per vigilare sulla politica del Governo nazionale, affinchè la Puglia sia supportata sulla strada dell’innovazione e della crescita.

L’agenzia Corsivo 2.0, oltre il portale www.corsivo20.it, curerà la stampa di alcune edizioni.

Nel panorama delle testate giornalistiche, l’agenzia si colloca in modo originale. Non si configura come “pura” attività giornalistica, ma come realtà di persone impegnate a ricercare, attraverso il confronto, le soluzioni ai problemi, stimolando le istituzioni pubbliche.

Non siamo nati oggi: veniamo dalla tradizione del cattolicesimo democratico e siamo stati protagonisti di battaglie politiche nelle istituzioni e nel centrosinistra, sostenendo politiche riformistiche. Lontani dal cavalcare le vecchie contrapposizioni del nuovo al vecchio e del progresso alla conservazione, riprendiamo l’iniziativa con un laboratorio culturale e politico per le nuove generazioni, aperto alle più significative realtà presenti sul territorio.

La nostra sarebbe “una società senza virtù”, considerazione questa diffusa in una quota non piccola di intellettuali e di politici che, molto spesso, raccontano la società italiana in crisi di valori. Si possono, però, apprezzare esperienze di singoli, di gruppi, di movimenti che testimoniano solidarietà, volontariato gratuito e condivisione delle sofferenze dei nuovi emarginati e poveri. Esistono le “Virtù” che sono la speranza del futuro e richiamano anche la politica e le istituzioni alle proprie responsabilità.

L’idea di “uno solo al comando” è tollerata e molto spesso assecondata, per la necessità di accelerare e rendere efficaci le scelte politiche. Pur riconoscendo queste esigenze, l’esaltazione di questa idea può essere un pericolo per la democrazia, e non produrre gli “effetti salvifici” desiderati.

Purtroppo questa linea sta suggestionando anche il Partito Democratico: di fatto gli organi collegiali interni vengono banalizzati e depotenziati e si investe prevalentemente sui “ tweet”. La scelta del termine “democratico”, alla quale abbiamo anche noi contribuito, non fu casuale ma l’espressione della volontà di costruire un partito di cittadinanza piena, di cui le “Primarie”, rappresentano non un accidente,ma un elemento di originalità dell’esperienza politica.

La qualità della democrazia è fondamentale per la crescita della società e per realizzare politiche pubbliche innovative,liberando le istituzioni dai “recinti chiusi” della gestione del potere.

Utopia? Forse. Per guidare grandi movimenti della storia un pizzico di utopia è stato indispensabile.

Non crediamo ad una partecipazione parolaia e di facciata, non crediamo neppure ad una democrazia di pochi illuminati che – vestendosi di modernità – ripropongono in modo più raffinato e/o occulto il sostanziale mantenimento di vecchi assetti di potere.

Rischio che tutto cambi perché tutto possa rimanere come prima.

Nella città di Bari e nella regione Puglia una forte partecipazione è vitale per i partiti e per le istituzioni. I Governi di centrosinistra, a partire dalla città metropolitana di Bari, dalla maggioranza dei comuni fino alla Regione, devono irrobustire quel “fermento” che, in questi ultimi anni, ha esportato l’immagine della Puglia, anche fuori dei confini geografici. L’impegno civile e il coinvolgimento delle comunità locali sono un supporto fondamentale affinchè le istituzioni affrontino con lungimiranza le questioni della crescita dei pugliesi, quali Il lavoro, la tutela della salute, la qualità dell’ambiente, il pieno accesso ai servizi sociali,la promozione della cultura e della formazione. Senza rievocare “il vecchio lamento del sud”, occorre una unità di intenti per vigilare sulla politica del Governo nazionale, affinchè non mortifichi le potenzialità della nostra regione che, nel mezzogiorno, rappresenta una realtà culturale, professionale, sociale, imprenditoriale ed economica sensibile alle nuove sfide.