PD: nessuna scissione, si metta in campo la “Politica”

Dichiarazione dell’on. Giusi Servodio

La mia esperienza politica è stata segnata dalla consapevolezza della identità storica del popolarismo e del cattolicesimo democratico ma, anche, dal coraggio di lasciare alle spalle la “casa di provenienza” per concorrere alla costruzione di un orizzonte politico emancipato dai vizi ideologici del secolo scorso per un bisogno profondo di innovazione e cambiamento. Nel condividere l’approdo  al Partito Democratico ho avvertito sempre i limiti della mia storia e ho sperato che, anche gli altri con radici nella sinistra italiana, si ponessero- senza ambiguità- nella “nuova casa” per un comune impegno. “Tante anime sotto lo stesso ombrello” è il titolo di un articolo del 21/10/2005 del quotidiano Europa e mi piace ricordarlo perché immaginava il Pd non somma di soggetti,ma nuova sintesi culturale e politica. Cosa è avvenuto in questi ultimi anni? Il Pd è stato una esperienza plurale, in cui si è tenuto conto dei punti di vista diversi per supportare una proposta politica di Governo del Paese? I nodi sono politici o sono influenzati da reciproci interessi personali, di posizionamento, di controllo del partito? La base è sconcertata. Le giovani generazioni non ci capiscono.

Non ci si può rassegnare al fatto che le distanze non siano componibili. La discussione quasi surreale sulla data del Congresso deve essere superata con una leale responsabilità di tutti i protagonisti che devono mettere in campo la “Politica”  e vivere il Congresso come occasione per fare una analisi delle recenti sconfitte del Pd e per convergere su una linea politica in grado di far superare al Paese la crescente lacerazione sociale ed economica e di arginare la polverizzazione del sistema politico che sancirebbe l’esaltazione di interessi settoriali e di opportunismi personali.

La scissione del Pd non è solo un suicidio per i suoi protagonisti, ma un atto grave di irresponsabilità che ricadrà sul Paese e, soprattutto, su quei settori più deboli della società italiana che solo una cultura e politica di centrosinistra può interpretare nel bisogno di solidarietà, di giustizia e di lotta ai privilegi e agli interessi dei più forti. Altro che scissione del Pd occorre,invece, promuovere un campo più largo di forze e di movimenti di centrosinistra in grado di proporre soluzioni alternative al dilagare delle destre sempre più aggressive.  Ho sin dall’inizio sostenuto Matteo Renzi che certamente ha dato una scossa all’immobilismo del Paese. Invito calorosamente il Segretario Nazionale a farsi carico di creare tutte le condizioni affinché la scissione del Pd non si consumi,e ciò, anche, in considerazione dei rischi che corre l’Europa. Non si possono alimentare  “tatticismi ” che ricordano vecchi vizi della partitocrazia italiana e che dietro richieste politiche nascondono altri interessi. I leader vengono ricordati nel tempo per la capacità di unire e di mediare affinché la squadra, con tutti i suoi attori, si senta motivata e corresponsabile.

Giusi Servodio