PD, perché cambiare è possibile e necessario

Pubblicato su “La Gazzetta del Mezzogiorno” di oggi una nota dell’on. Giusi Servodio relativa ai congressi che il Partito Democratico si accinge a celebrare per il rinnovo dei vertici nei suoi circoli territoriali.

I risultati delle elezioni in Germania, la crescente frantumazione nel centrosinistra italiano, il Governo Gentiloni che, negli ultimi sondaggi, gode di un maggior gradimento rispetto ai precedenti Governi, il calcolo incrociato sulla legge elettorale che rischia di non riconoscere ai cittadini il diritto alla scelta dei propri rappresentanti, sono il contesto nel quale si svolgerà il prossimo Congresso PD per la elezione del segretario cittadino e provinciale di Bari. Il bilancio della gestione del partito negli ultimi anni pone un interrogativo: quale confronto è stato offerto ai cittadini, ai movimenti e alle associazioni affinchè fruissero di un tavolo comune di idee e di soluzioni sui temi del lavoro,della salute, dell’ambiente, dei servizi, della mobilità e della scuola?

Certamente la rete e i social media hanno messo in crisi le vecchie forme di comunicazione del partito. Ciò non giustifica la rinuncia da parte del PD ad essere interlocutore, attento ai bisogni delle persone e delle comunità locali e vigile nei confronti delle istituzioni, anche, di quelle governate dai propri rappresentanti. Su questi aspetti si dovrà sviluppare il dibattito congressuale per rendere più abitabile la casa PD e per riavvicinare parte dell’ elettorato di centrosinistra che, nelle ultime elezioni, ha disertato le urne.

La scelta dei futuri segretari del PD per il capoluogo e per la Città Metropolitana (ex Provincia) non può che partire da un confronto sul “perché” il PD locale è stato spesso immobile e silenzioso. Non basta ricercare l’unità interna mettendo d’accordo le maggiori correnti. L’unità è un valore se, oltre a includere tutti, radica il Partito nella società, riconoscendo a quest’ultimo un ruolo autonomo e dialettico con i diversi livelli di Governo locale e regionale.

Per affrontare la complessità del governo delle comunità locali, al Sindaco di Bari e della Città Metropolitana e al Presidente della Regione Puglia, è prezioso un partito vivo e credibile riferimento degli elettori. L’organizzazione di sintesi politica legato ai problemi e al sentimento dei cittadini non è una vecchia liturgia, ma l’antidoto al decisionismo solitario. La società sempre più frammentata e impaurita ha bisogno di luoghi di accoglienza, oltre a politiche pubbliche trasparenti e rispettose della dignità di ciascun cittadino. Come osserva Giandomenico Amendola è necessario superare la “Cosiddetta democrazia di registrazione”… “per ridare, cioè, fiato alla politica”.

Nel Congresso, su questi temi, c’è bisogno di un rapido e visibile cambio di rotta. La futura gestione del partito e alcune sue scelte devono ripartire dalla ricerca di quelle aree di intervento più significative per una crescita ispirata all’uguaglianza e a mettere al centro “I dimenticati“.I temi più importanti all’ordine del giorno sono: la riorganizzazione del welfare, l’efficacia dei distretti sociosanitari, la rivisitazione della rete ospedaliera, la difesa del territorio, il ruolo strategico della Città Metropolitana barese in un rapporto di rispetto e di coesione con ciascuna autonomia locale e con un rilancio delle dimenticate e sofferenti municipalità di Bari. Non per ultimo è centrale nel dibattito congressuale il tema delle alleanze. Per poter vincere sulla destra e sul Movimento 5 Stelle è necessario ricomporre le divisioni che lacerano il centrosinistra; anche localmente il PD è chiamato ad alimentare una rinnovata area culturale e politica di centrosinistra, in grado di interpretare le domande di futuro di tanti giovani. La scelta del segretario cittadino di Bari e della Città Metropolitana barese sarà coerente con queste prospettive?

Cambiare si può, si deve.

Romano Prodi