Piccole storie di grandi ideali: siamo a Turi

turi 1“A metà degli anni ‘90, qualche presenza di immigrati inizia ad affacciarsi in Turi, giovani ivoriani sfuggiti ai massacri dell’ultimo conflitto in Costa D’Avorio.

La loro accoglienza interessa la Caritas e qualche laico impegnato. Inizia una convivenza con ‘’vite parallele’’ che s’incrociano. Ma, è pur vero che ‘’i migranti fanno camminare la storia fino alle porte di casa nostra e ci raccontano…..’e.. ci riportano alla memoria le nostre storie. Il duro e lungo esodo del nostro popolo, lo stesse che oggi leggiamo sui volti dei 530 immigrati residenti, nel nostro Comune, di 35 diverse nazionalità, quasi tutti molto giovani e con bambini. Con questa nuova realtà, riemerge la consapevolezza che ogni uomo ha diritto ad una vita degna di essere vissuta e che noi, tutti , abbiamo una responsabilità.

Da tale consapevolezza, nel 2007 un piccolo nucleo di persone, prende slancio per costituire l’Ass. Umanità Solidale Glocal, (AUSG). L’AUSG si pone due obiettivi: ristrutturare una costruzione fatiscente per aprire una scuola superiore a Bambari, in Centro Africa, e un ’’laboratorio interculturale’’, a Turi. Due pezzi di umanità sofferente con cui si entra in dialogo, per accogliersi, sostenersi ed integrarsi.

turi 2In Centro Africa al progetto Bambari, ormai decollato, si affianca un altro nella capitale Bangui e, nell’ambito del laboratorio interculturale, si dà il via all’Operazione “Costruiamo ponti di pace” , coinvolgendo gli Amministratori, lo sport, gruppi musicali. Si costituisce la squadra internazionale ‘’Arcobaleno’’, con il trofeo di calcio; si organizza la prima e seconda edizione di ‘’Popoli in festa’’, i cui partecipanti si sentono ‘’trascinati inspiegabilmente’’- a loro dire – da un clima coinvolgente di grande gioia, armonia, nell’incontro degli sguardi, dei gesti, dei sorrisi, con nigeriani, senegalesi, del Gambia, Costa d’Avorio, Burghina Faso, Romania, Giappone, Georgia,Albania…

E le danze albanesi dell’Ass. ‘’L’Onda Perfetta’’, il rullio dei tamburi e delle percussioni dell’Ass. ‘’Mama Africa’’, il racconto del dramma di questa terra depredata e dei suoi figli perduti, la musica di ‘’ we are the world’ ’del coro ecumenico ‘’One love chorus’’, in questa realtà di condivisione ed accoglienza, costituiscono l’humus naturale che, di tanti popoli, fa un solo nuovo popolo: il popolo della pace”.