Presentata a Bari la nuova agenzia giornalistica “Corsivo 2.0”

corsivo 6«Dobbiamo essere il punto di vigilanza e di critica costruttiva delle politiche non solo della città metropolitana di Bari, ma anche della Puglia». Così l’on. Giusi Servodio ha definito Corsivo 2.0, la testata giornalistica presentata alla stampa. Corsivo 2.0, ha sottolineato il direttore Stefano Campanella, si pone in ideale linea di continuità con Corsivo, l’agenzia giornalistica fondata nel 1961 da Stefano Bianco, storico leader della sinistra di base della Democrazia Cristiana pugliese, scomparso a settembre scorso. Per questo è stata mantenuta la parola-chiave della testata giornalistica, che indica quello stile tipografico, introdotto per la prima volta dall’italiano Aldo Manuzio durante il Rinascimento, che si diffuse rapidamente in tutta Europa per la sua capacità di ottenere una scrittura facilmente leggibile e, quindi, non riservata a pochi ma a un più vasto pubblico di fruitori.

«Alla parola Corsivo – ha spiegato la Servodio – è stata, aggiunta la specifica 2.0 perché i contenuti della nuova testata non saranno più solo stampati, ma diffusi anche via internet, per raggiungere più agevolmente i lettori». E con il nuovo Corsivo 2.0, è già on line anche il sito, come ha riferito il coordinatore Nicola Surico, raggiungibile all’indirizzo web corsivo20.it.

Il direttore responsabile della testata, Stefano Campanella, giornalista e scrittore ha definito Corsivo 2.0 come «una nuova agorà, un luogo di dibattito politico che possa riproporre quel confronto che, in passato, avveniva nelle sezioni di partito o nelle sedi dei movimenti sindacali e sociali», per «cogliere le aspettative, le esigenze e i problemi della cittadinanza e cercare di individuare, insieme, dei percorsi risolutivi da proporre alle sedi politiche istituzionali». «Insieme», ha ribadito Campanella, «perché dallo scambio di idee si possono trovare le soluzioni più efficaci, come è avvenuto nei lunghi e fecondi anni di attività della testata storica Corsivo».

E’ necessario questo strumento di comunicazione, ha detto l’on. Servodio, «C’è un movimento grande intorno a noi. Più grandi diventano i problemi, più complessa diventa la società. È in atto una globalizzazione dei sentimenti, dei fatti, dei modi di vivere. Ciò rappresenta una grande opportunità,ma può anche far sorgere la tentazione che ciascuno di noi deleghi, che si senta così piccolo da rinunciare a prendersi la sua parte di responsabilità, chiudendosi nel proprio individualismo». Invece, ha proseguito, «noi, come le danzatrici del quadro di Matisse, dobbiamo tenerci per mano, perché tutto ciò che viviamo lo possiamo affrontare insieme». L’attività di comunicazione ha sottolineato Stefano Campanella, sarà sostenuta dal confronto e che, con tale prospettiva, «sono già stati programmati alcuni incontri: il 4 marzo sul tema “Il decentramento a Bari al servizio dei territori: non pervenuto!!” e il 18 marzo sul tema “La città metropolitana di Bari: È stata raccolta la sfida? Quali cambiamenti per i cittadini e per i Comuni?”».

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