Referendum: perché Sì, perché No

referendum-costituzionale-2016-data_111A Corsivo2.0, nella sede di Bari, si è svolta una interessante assemblea di universitari sul Referendum Costituzionale perché SI, perchè NO. Nel confronto i giovani hanno sottolineato il loro protagonismo e la necessità di reagire con intelligenza e autonomia alla propaganda e alle suggestioni mediatiche attraverso discussioni comuni.

Ospitiamo la riflessione inviataci dal giovane Luca Calabrese che ha partecipato all’incontro.

“Il prossimo 4 dicembre noi italiani saremo chiamati al voto per il referendum costituzionale. Si tratterà di una scelta delicata e impegnativa tanto per il nostro presente quanto per il futuro. A tal proposito, ognuno, nel suo piccolo, avverte quasi naturalmente il bisogno di interrogarsi su questa tematica, che necessita quindi di essere analizzata e sviscerata in maniera approfondita.

È questo quello che abbiamo provato a fare noi, da giovani, studenti di scuola superiore e universitari nella sede del Corsivo2.0, a Bari. Una semplice chiacchierata fra amici, in un freddo pomeriggio autunnale fra sguardi dei presenti, sorrisi e un clima molto fresco e disteso, guidata e moderata da Giuseppe Rella nelle vesti di politico impegnato nelle istituzioni e quindi di addetto ai lavori, nonchè neo avvocato.

forsesiforsenoSiamo entrati subito nel vivo di questo confronto esaminando con precisione i punti nodali di questa proposta a livello legislativo, con i dovuti riferimenti alle norme e al testo nello specifico, di una riforma che sarà senza dubbio significativa per le vite di tutti, a partire da noi giovani. Già, proprio noi giovani. Così ingenui, indifesi, fragili. Bombardati continuamente da tante informazioni, sempre più spesso spaesati, di fronte ad una realtà che non sempre ci appare chiara. Una realtà difficile da leggere, da decifrare, da comprendere. Lontani da schemi, meccanismi e trame politiche che governano la società in cui viviamo. Eppure anche a noi, dai diciott’anni in su, viene chiesto di dire la nostra. O per lo meno di provarci nella maniera più serena possibile.

Dunque abbiamo dato vita ad un interessante momento di confronto collettivo, senza vacillare e senza riserve, nella maniera più spontanea possibile. Come del resto sappiamo fare solo noi alla nostra età. Con un risultato altrettanto interessante: ci siamo resi conto, infatti, di quanto sia importante tirare fuori le nostre idee stando insieme, guardandoci negli occhi, intervenendo liberamente, mettendoci in ascolto dei nostri coetanei. Abbiamo improntato le nostre riflessioni su toni calmi, pacati, moderati, ponendo le questioni in maniera corretta, senza ragionamenti astrusi o voglia di strafare. Toni che ci hanno permesso di superare in maniera più efficace alcune incertezze e di acquisire maggiore consapevolezza.

referendum_costituzionale_2016_vbLe stessa consapevolezza che ci porta a vedere il senso di cittadinanza e di appartenenza ad una nazione non come una mera serie di obblighi e di doveri freddi e formali, ma come quanto di più attivo, entusiasmante e coinvolgente possiamo vivere in questo nostro tempo. Che ci portano a vedere quindi la politica come vera ricerca del bene comune, di colui che ci sta più accanto come di noi stessi, che parte dal basso, dalle esigenze di noi singoli cittadini e che trasversalmente ci attraversa e ci accomuna nell’identità di principi, di valori e di leggi da noi tutti desiderati e rispettati. Perché ognuno di noi è un “animale politico” naturalmente, sebbene ci sia chi per molti e molti anni abbia degradato, violentato e usurpato la politica riducendola e abbassandola a futili affari, a sotterfugi di palazzo, scambio di voti, corruzione, ecc.

Abbiamo compreso che solo con una dialettica sana, giusta e controllata e la ricerca costante del dialogo possiamo raggiungere gli obiettivi migliori e le idee più geniali e innovative; che per comprendere realmente e concretamente i bisogni di ognuno di noi è necessario metterci in ascolto reciproco e condividere i nostri dubbi, incertezze e perplessità. E che infondo, la politica è la forma più nobile e più autentica di servizio al singolo e ad una comunità attenta, responsabile ed efficiente nel rispetto dei migliori principi democratici”.