Rifiuti urbani in Puglia

io%20riciclo%20web%20piccolaPubblichiamo una interessante proposta per affrontare gli elementi di debolezza di tutto il sistema rifiuti regionale.

“L’Associazione Ecologisti Democratici – Coordinamento Regionale Puglia (ECODEM PUGLIA), ed il Comitato di Quartiere di Carrassi, ritengono opportuno riproporre all’attenzione  del Presidente Emiliano e  degli organismi dirigenti del PD e della maggioranza in Regione Puglia alcune considerazioni relative alla Gestione dei Rifiuti Urbani.

ECODEM PUGLIA e COMITATO di Quartiere di CARRASSI, pur riconoscendo  che la Giunta Regionale di C-S ha avviato in questi anni un consistente percorso riformatore nella gestione integrata dei RU – basato su due importanti norme regionali: la legge regionale 24/2012 e il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani (PRGRU- approvato ad Ottobre 2013)-, non sottovalutano le criticità connesse alla bassa percentuale regionale di RD e  alla insufficiente dotazione impiantistica pubblica di trattamento della frazione organica dei RSU.

I suddetti elementi di debolezza di tutto il SISTEMA RIFIUTI REGIONALE  e l’incremento dei costi di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti derivato dalla applicazione della ECOTASSA, richiedono misure urgenti per l’ottimizzazione della gestione integrata dei RSU.

A tale scopo, ECODEM PUGLIA e COMITATO di Quartiere di CARRASSI,  evidenziano, di seguito, alcuni interventi che potrebbero essere declinati  in progetti esecutivi di rapida applicazione.

  • Evitare di stravolgere  gli obiettivi strategici del Piano Regionale dei Rifiuti (riduzione rifiuti; localizzazione impianti; obiettivi di raccolta differenziata, riciclaggio e recupero; dotazione impiantistica; combustibili solidi secondari; costi) per non determinare pericolosi arretramenti della pianificazione avviata, che potrebbero causare ulteriori aumenti di RU conferiti in discarica.
  • Riconsiderare tutto il sistema di “governance” della gestione integrata del ciclo regionale dei rifiuti, istituendo, a breve termine una “unità di crisi” presso la Regione Puglia che metta in rete tecnici, politici, enti locali, associazioni,  etc. per affrontare l’emergenza attuale. Nel medio periodo, invece, andrebbe istituita una cabina di regia regionale (Osservatorio Rifiuti) strutturata ed organica e valutata la possibilità di creazione di una “multiutility” (pubblico-privata) che ricomponga unitariamente la gestione del ciclo.
  • Eliminare la doppia velocità  tra “raccolta/trasporto rifiuti”  (attualmente in capo agli ARO) e “trattamento”  degli stessi.
  • Allineare la  fase di raccolta e trasporto dei RSU in tutti i 38 ARO,  eliminando gli ostacoli e gli impedimenti  che, in questa fase, determinano numerosi elementi di eterogeneità tra i diversi ARO. Si rende, inoltre,  necessario un immediato riscontro dell’efficacia dei provvedimenti di commissariamento degli stessi (14 su 38).
  • Ripensare le deliberazioni adottate  sull’ ECOTASSA, soprattutto con adeguate forme di premialità, tra cui l’esenzione dall’ ECOTASSA per i Comuni che hanno raggiunto percentuali di RD ≥ 65  %.
  • Favorire l’estensione della raccolta della FORSU a tutti i Comuni,  da avviare, temporaneamente, agli impianti privati di compostaggio operanti in Regione (concordando i prezzi di conferimento), soprattutto per minimizzare i quantitativi di rifiuti biodegradabili da avviare in discarica.
  • Avviare immediatamente una ricognizione tra gli impianti di trattamento del rifiuto indifferenziato (biostabilizzazione) presenti nel territorio regionale per valutare le possibilità di una riconversione immediata in impianti di compostaggio. Questi impianti di trattamento della FORSU devono  restare gli obiettivi principali e non modificabili per incrementare la RD  e trasformare le ca.  600000 tonnellate annue di FORSU prodotte in Regione in nuove risorse.
  • Adoperarsi per determinare, nel medio periodo, la chiusura del ciclo dei rifiuti  con impianti di digestione anaerobica (DA) e compostaggio attraverso la produzione di energia e di compost di qualità  che troverebbe largo impiego nelle numerose aziende agricole  presenti nel territorio regionale”.