Un mondo migliore

13935033_1778248439089191_3162751230807261949_nGuglielmo te ne sei andato in un posto migliore. E’ quasi impossibile esprimere il dolore della tua scomparsa da questa nostra vita terrena, ci riesco molto poco. Ma non riesco nemmeno a restare in silenzio e a non comunicare la bellezza – più che gioia – dell’aver condiviso con te tanti tratti di cammino. Senza retorica e senza tacere sulle divergenze che pure ci sono state.

Se dovessi concentrare in una frase la sensazione che provo ora pensando agli anni passati direi: il piacere delle tante lotte politiche combattute insieme, in modo corale, fra tante persone che ti hanno voluto bene e che “si sono volute bene” tra loro.

Tante vittorie. E anche tante sconfitte.

Ma l’emozione del ricordo va, soprattutto, alla lotta e non a suoi risultati. Alle battaglie sempre difficili, sempre vissute con lo spirito di Davide che affronta Golia. E con la coscienza di chi sta sostenendo una causa giusta per una presenza, per una testimonianza che desse alle persone la speranza in un mondo migliore.

Sia che si trattasse di una contesa per il partito o di un passaggio elettorale di rilievo per le istituzioni, chiunque fosse il candidato da noi scelto (tu o altri), ci hai tante volte aperto lo sguardo verso orizzonti più ampi o ci hai fatto intravedere significati più profondi del nostro agire. Hai compreso spesso prima di alcuni tra noi i cambiamenti del mondo e della politica e ce li hai spiegati.

E’ stato bello ed emozionante.

Venivamo da esperienze differenti e per certi versi distanti (anche se tu e molti di noi eravamo accomunati da una identica matrice di fede), ma ci siamo incontrati e voluti bene d’istinto e di testa.

E abbiamo capito che quest’incontro non è stato causale, ma il frutto di antiche e mai vecchie strade della politica e dello spirito che ci hanno condotto ad un meraviglioso percorso comune che ha reso le nostre debolezze un’autentica forza, un meraviglioso percorso comune.

A volte, anche legati (almeno alcuni di noi) dalle piccole cose della vita, come le rituali telefonate che Stefano – proprio lui che ammetteva di non capire niente di calcio – faceva a te e a me per canzonarci ogni volta che l’Inter perdeva (e, dunque, con una qualche frequenza).

Hai affrontato la battaglia della malattia, certamente la più dura, con la serena forza della tua mitezza e- se mi permetti – della tua fede. Hai resistito con la tenacia che ti era propria.

Non sarò io a negare che abbiamo avuto anche contrasti. Mai dissapori credo.

E che in momenti recenti ci siamo anche divisi.

Ma questo non scalfisce in nulla quello che abbiamo costruito e che resta grande.

Non dico soltanto indimenticabile. Dico che resta una parte di noi che nessuno ci potrà togliere.

Quel mondo migliore per cui tu – e noi – hai e abbiamo lottato, ora lo stai vivendo appieno.

A noi qui giù resta, e ci mancherà molto, tutto quello che abbiamo vissuto insieme.

In verità, ci mancherai tu.

Ciao Guglielmo.

Roberto

(avv. Roberto Carbone)