Viaggio nella ricerca scientifica pugliese

Il rapporto tra ricerca e territorio richiede una visione strategica e lungimirante. La scienza può dare una forte spinta al tessuto imprenditoriale per una crescita economica e occupazionale

La ricerca scientifica in Puglia ha punte di eccellenza sconosciute agli stessi pugliesi. Per esempio, nel campo della fisica e della chimica.

Importante è stata la partecipazione dei fisici baresi, al Cern di Ginevra, all’esperimento CMS dell’Lch (Large collider adron) che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs, il tassello mancante del Modello standard delle particelle. Fondamentali sono le ricerche sui laser e sulle onde elettromagnetiche nel campo dei terahertz del fisico teorico Gaetano Scamarcio, che hanno fruttato la copertina della rivista internazionale ‘Applied Physics Letters’.

Altrettanto importanti gli studi di Luisa Torsi in chimica analitica con transistor a film sottili organici che potrebbero trovare impiego nella diagnostica e nello studio dei sistemi biologici. Nel 2010 alla professoressa Torsi è stato assegnato l’Heinrich Emanuel Merck Award, il prestigioso premio internazionale per le scienze analitiche. Unica italiana a raggiungere un così prestigioso traguardo.

Sono pochissimi esempi che evidenziano, tuttavia, il potenziale degli atenei baresi e della Puglia sul piano intellettuale e formativo. Una formazione di alto livello professionale che potrebbe richiamare in regione investimenti, anche europei, in settori nuovi e dare impulso alla sua economia.

Il rapporto tra ricerca e territorio richiede una visione strategica e lungimirante. Sono in atto già diverse collaborazione dei fisici in campo aerospaziale e nella terapia con fasci di protoni. Ma è ben poca cosa rispetto alle reali possibilità della ricerca di punta. Dalla fotonica e dai dispositivi analitici potrebbero venire molti spunti produttivi. Ma non solo da essi. Il viaggio nella ricerca scientifica pugliese riserva molte sorprese, tuttavia il vero nocciolo della questione è la conoscenza. Poco si sa di quello che accade nei laboratori e nei centri di ricerca. Se la scienza non diventa patrimonio culturale comune difficilmente potrà innervare il tessuto imprenditoriale, benché esso ne trarrebbe indubbi vantaggi e la Puglia, nel suo complesso, una forte spinta economica ed occupazionale.